La medicina integrata è la medicina che si avvale di una Visione umana della vita basata sul primato della Coscienza, con i suoi 5 dominii, di cui siamo costituiti. Cioè: il corpo fisico, quello vitale, mentale, sovra mentale e spirituale. Questo approccio ha la potenzialità di combinare l’arte della medicina con la scienza deterministica, la creatività con la stabilità. I suoi caratteri distintivi sono i seguenti:

  • si basa sul paradigma secondo cui molte malattie possono colpire simultaneamente più di uno dei cinque corpi che costituiscono l’essere umano;
  • tratta le malattie considerando tutti i moti dei cinque corpi;
  • tanto la mente quanto le energie vitali sono luoghi in cui può aver origine la malattia e in cui, quindi, può avvenire la guarigione;
  • Include tutte le medicine, da quella convenzionale a quella naturale per arrivare a quelle complementari (omeopatia, medicina cinese e quella ayurvedica).

La medicina convenzionale ha fornito e sta fornendo, indubbiamente, un grande contributo al miglioramento della vita umana. Rimane sicuramente la prima linea di trattamento in un corpo afflitto da malattia. Dallo stato di salute del corpo, infatti, dipende la funzione degli altri 4 corpi sottili. Molto utile risulta l’area delle tecniche diagnostiche della convenzionale. Nell’articolo pubblicato che trovi qui Medicina integrata: la nuova frontiera – Leonardo Guerra ho anticipato l’opportunità di adottare da parte dei medici una medicina integrata (Medicina integrata – FIAMO), sviluppando, quindi, un unico paradigma sotto cui includere tutte queste medicine. Incentrato sul benessere e sulla vera prevenzione delle malattie croniche, problema prevalente nel mondo occidentale che erode in modo crescente anni di vita vissuti in buona salute, generando costi elevati e disabilità crescente.

Medicina convenzionale

Nella medicina convenzionale, allopatica, coerentemente con la filosofia da cui deriva, la fisica newtoniana, il corpo è solo un oggetto materiale. E’ prevalentemente sintomatica. Esiste nel mondo fisico ed è dotata di un’idea secondo cui la fisiologia è fissa e non si modifica. L’unica sua teoria è quella dei germi con cui cerca di spiegare anche le cronicità (es Ulcera peptica con H. Pilory), ma con scarso successo.

E’ diventata negli ultimi decenni la medicina della standardizzazione, tramite protocolli di cura, della centralizzazione delle decisioni a livello apicale, dell’automazione dei processi sanitari e dell’essere umano considerato un fattore produttivo. Inoltre, la profilassi, in questa visione deterministica, coincide praticamente con quella vaccinale. Tuttavia, che piaccia o meno, il corpo e la mente sono uno difronte all’altra e si influenzano reciprocamente. Se il corpo è debilitato da una malattia ne risente anche la salute della mente. Se la mente non è in equilibrio, per traumi emotivi subiti e/o non superati, ne risente e si ammala anche il corpo. La psicosomatica certifica questa connessione.

Guarigione mente-corpo

Dietro questi enormi successi della medicina convenzionale si annida il mistero della relazione fra questi corpi sottili. In primis la mente (immateriale), che la grande maggioranza dei medici convenzionali non sa bene come inquadrare e dove collocare nel loro processo di cura meccanico che si rivolge al corpo materiale. Un’emozione e un pensiero che ne scaturisce sono in grado di coinvolgere il corpo vitale e quello fisico attivando, a livello cellulare, una molecola di dopamina o serotonina nel cervello, dal nulla. Un vero “salto quantico”, indotto da un ambito non fisico. La combinazione di milioni di queste molecole diventa la controparte fisica di: pensieri, intenzioni, emozioni, desideri, speranze, volontà e sogni.

Con la farmacologia siamo in grado di cambiare, normalizzandolo, non solo il comportamento di una persona depressa ma anche l’attività dell’area del cervello affetta da tale patologia. Lo stesso risultato, in termini clinici e strumentali, lo si può ottenere sostenendo colloqui con uno psichiatra, invece di assumere farmaci. Ergo il cervello risponde ad un controllo integrato ad almeno a due livelli: materiale (chimico) e immateriale (parole).

Nel caso di una malattia cardiaca o oncologica, che l’epidemiologia vede causate da stili di vita scorretti e da fattori ambientali, una volta superata l’emergenza, l’allopata, in genere, prescrive un cambiamento negli stili di vita (dieta) ed esercizio fisico. Tuttavia, la medicina mente-corpo può essere d’aiuto perché offre l’opportunità di ricercare la radice del problema, che spesso risiede nei sistemi mentali della persona. Curati i sistemi mentali, cioè le sue convinzioni e le sue credenze anche i fattori ambientali perderanno di significato e la cura mentale discenderà. Si rifletterà automaticamente sul piano vitale e fisico, potenziando di molto le opportunità di cura.

Potere della intenzione, della parola e del suono

Esiste una scienza della parola che è millenaria, molto spesso dimenticata. Caratterizza soprattutto la tradizione del Cristianesimo (“In principio era il Verbo….e il Verbo era Dio“, dal Vangelo di Giovanni, Giovanni 1 CEI – PROLOGO -In principio era il Verbo, il – Bible Gateway). In greco è “logos“, che è un concetto più ampio della parola, include infatti il pensiero e l’intenzione.

Se questo è vero, come è vero, con l’uso della parola e dell’intenzione si possono deprimere, far ammalare oppure curare le persone. Lo sappiamo ormai molto bene. Molti medici allopatici attuali non ne sono più consapevoli, sono diventati pigri e indifferenti verso l’effetto delle loro parole e intenzioni sullo stato di salute del paziente. Non si pongono il problema.

Del potere della parola e delle intenzioni ne abbiamo avuto esperienza diretta, plastica, anche durante la PsyOp Covid-19: parole, accompagnate, da immagini e suoni ne hanno potenziano l’effetto. Il loro uso ossessivo tramite il bombardamento mediatico dei mass media di tutto il mondo occidentale, perfettamente sincronizzati, ha impressionato profondamente la mente delle masse e seminato terrore. Il risultato voluto e progettato è stato il blocco delle facoltà mentali (pensiero critico) e il blocco conseguente del flusso regolare di energia vitale nei vari distretti del corpo delle persone. Tali blocchi energetici (congestioni), prodotti dal terrore, hanno generato, inevitabilmente, malattie di ogni tipo, non solo virali.

Preghiera come medicina

La medicina più usata al mondo rimane ancora oggi la preghiera. Le autoguarigioni si possono ottenere dimenticando sé stessi e trascendendo il proprio ego. La fede, quindi, può conferire potere curativo. Esiste, pertanto, un chiaro punto di contatto fra mondo materiale (corpo) e quello immateriale (mente e spirito). Si tratta di una guarigione discendente dal corpo più sottile (spirito), agli altri, fino a quello materiale.

Ma cos’è che mette in contatto questi dominii di cui siamo composti, apparentemente paralleli e separati nel concetto e nella visione materialistica e razionalistica dell’esistenza (da Cartesio al filosofo Gottfried Leibniz, Leibniz, Gottfried Wilhelm von – Enciclopedia – Treccani)? Cosa li rende capaci di lavorare assieme, come un tutt’uno? Si tratta di un’entità immateriale, non locale, preesistente alle nostre esperienza che è la Coscienza (Spirito, Dio), di cui siamo parte, anche se con la nascita abbiamo perso la connessione. La Coscienza è alla base e penetra tutti i corpi del nostro essere, li integra ed è dietro a ciascuno di essi. Contiene, quindi, in sé l’interruttore della salute.

Serve pertanto un nuovo paradigma scientifico per la medicina e la biologia all’interno della Coscienza, che sia basato sul suo primato. Tornando così alla origine della nostra civiltà, antecedente alla rivoluzione scientifica, al materialismo, al dualismo e al darwinismo. Un periodo in cui scienza e spiritualità erano un tutt’uno. In cui l’uomo era parte integrante del Creato, dove le separazioni fra individui, fra individuo e natura, soggetto e oggetto erano percepite come illusorie. Da San Francesco ai grandi mistici Sufi. In sintesi estrema: “nulla esiste, solo Dio è“. Anche i Veda (circa 4.000 anni fa), i testi sacri degli Indù, affermano che la realtà è un’illusione, e lo chiamano: “il velo di Maya“.

Malattie cronico-degenerative e medicina convenzionale

Il modello medico convenzionale, come si diceva, rappresenta la prima linea di trattamento per i problemi di salute fisici. Dimostra limiti, però, nella prevenzione e nella cura della maggior parte delle malattie cronico-degenerative che stanno affliggendo le popolazioni dei paesi sviluppati. A tale scopo è bene tener conto almeno del corpo mentale e di quello dell’energia vitale.

Anche la predisposizione genetica si è dimostrata inadeguata per spiegare la maggioranza di tali condizioni croniche. Così come i nuovi approcci, come la biologia molecolare e le nanotecnologie, che vorrebbero correggere le disfunzioni meccaniche a livello molecolare. La terapia genica dopo 30 anni non ha mantenuto le promesse e non può avere un uso di massa, ma solo in casi particolari e specifici. Ecco, quindi, che, per ovviare ai suoi limiti, è stata riconvertita, per scopi ancora molto dubbi e pericolosi, nella profilassi vaccinale (tecnologia a mRNA).

Corpo vitale e corpo mentale

Le sensazioni del corpo vitale sono sottili e le proviamo interiormente. Così come i pensieri della mente. Nella medicina integrata i sistemi biologici sono importanti perché seguono le leggi fisiche ma in più svolgono anche funzioni di carattere intenzionale: autoriproduzione, sopravvivenza, conservazione dell’integrità del sé a contatto con l’ambiente, l’espressione del sé, evoluzioni e autocoscienza.

Il corpo vitale, non fisico, contiene i modelli che presiedono alla creazione degli organi e anche i programmi fisiologici dei vari organi che svolgono funzioni vitali nel corpo. Questo corpo vitale non risponde alle leggi fisiche causali che governano i movimenti del loro substrato molecolare e/o atomico. E’ , invece, il serbatoio dei campi morfogenetici, che rimangono a disposizione nel tempo. Rupert Sheldrake (Rupert Sheldrake – Author and Biologist), biologo e ricercatore, ha postulato l’esistenza di campi morfogenetici, non fisici, per spiegare la morfogenesi in biologia. Il compito del corpo fisico è, quindi, quello di produrre rappresentazioni fisiche di questi campi morfogenetici. La concretizzazione di uno stato del cervello, rappresentazione di un significato mentale, trascina la concretizzazione di quel significato di cui facciamo esperienza, che si chiama pensiero. Il programmatore e il produttore di tutte le rappresentazioni è la Coscienza. I suoi archetipi sono codificati nel nostro corpo sovra-mentale, sede dell’intuizione.

Coscienza e medicina

Solitamente viviamo in una realtà separata, disgiunta dalla totalità della Coscienza. E’ frutto del condizionamento ambientale, sociale che accumuliamo con l’esperienza che determina la nostra individualità. È possibile, pertanto, pensare ad una medicina integrata che sia basata sul primato della Coscienza che è il fondamento di ogni essere. S’identifica con ogni cellula e ogni organo del nostro corpo nello svolgere le funzioni vitali. Tuttavia, nell’uomo tende ad identificarsi con il suo cervello, per la sua predominanza, a tal punto da coprire tutte le altre identità. Ogni cosa, ogni dominio del nostro essere, compresa la materia, rappresenta una ampia gamma di possibilità di cui la Coscienza (“vis a tergo”) può disporre per selezionarle alcune e trasformarle in eventi concreti di cui facciamo esperienza.

Medici allopatici

I medici attuali che praticano la medicina classica praticano prevalentemente una “medicina meccanica” perché formati in tale senso dall’accademia. La loro visione del mondo è materialistica, dove tutto è ridotto a meccanica deterministica. Una “medicina per una macchina” (il corpo) e il medico riconosce sé stesso nel suo ruolo come tale. Fa uso di trattamenti chimici (farmaci) o fisici (chirurgia, trapianti, radiazioni, ecc.)  L’idea è, invece, quella di una nuova “medicina cosciente” che copra possibilmente i 5 dominii di cui siamo costituiti che contribuiscono, tutti assieme, allo stato di salute generale o di malattia. Dimensioni che sono rilevanti per il processo di guarigione e di prevenzione. Quindi la medicina integrata vuol estendere al massimo la copertura includendo il valore aggiunto anche delle altre medicine naturali e complementari. Per far evolvere, in primis, il rapporto medico-paziente, anch’esso, inevitabilmente, meccanico.  

Gerarchia arcaica e gerarchia intrecciata.

Quella della medicina integrata è prima di tutto una rivoluzione culturale a livello personale del medico e anche del paziente stesso. Nella medicina convenzionale esiste e viene praticata una gerarchia arcaica, figlia del concetto verticistico e meccanico della cura. Il Medico parla e il paziente ascolta, passivo. C’è spesso una netta separazione, un processo umanamente arido, nessuno spazio a connessioni emotive, nessuna poesia. Nessuna empatia, con una forte asimmetria e una condizione di timore reverenziale da parte del paziente. La diagnosi assomiglia più ad una sentenza inappellabile. L’uso consapevole delle parole e del loro effetto, spesso è inesistente. La terapia prescritta rappresenta l’unica soluzione, esclusiva. L’essere umano non è al centro del processo di cura.

E’ un tratto distintivo di tutta la politica e la nostra società da alcuni decenni (https://www.leonardoguerra.eu/ultime-notizie/culto-della-morte-e-del-sacrificio-umano-nella-societa-occidentale/).

Talmud e il culto della morte

Nella medicina naturale e complementare il tipo di rapporto dipende dalla forma mentis originale del medico, dal percorso che ha compiuto. Nelle medicine tradizionali come quella cinese e ayurveda si pratica il concetto della “gerarchia inclusiva e intrecciatanel rapporto con il paziente, che diventa parte integrante, attiva, del processo di guarigione. Il medico parla ma soprattutto ascolta il paziente, costruendo e diventando assieme a lui, “un nucleo, un’unità funzionale, autoreferenziale” che è basata su un rapporto di fiducia reciproca, grazie ad una connessione emotivamente sincera. In queste condizioni, si può risalire alla vera causa della malattia. Il medico può così avvalersi anche dell’intuizione, come previsto nell’Arte della medicina. Potenziando enormemente le possibilità di cura in una medicina basata sulla Coscienza. Si possono in questo modo verificare veri salti quantici, creativi, verso una vera guarigione.

Gerarchia inclusiva, un principio naturale

Il principio naturale della “gerarchia inclusiva e intrecciata”, è poco considerato ma è, invece, molto importante, secondo me, perché è quello che costruisce il corpo immateriale dell’identità di una comunità e di un popolo, il sé sociale. Quello stesso corpo identitario, sovra individuale, cui le persone prendono parte e si riconoscono nell’assetto valoriale.

Secondo il sottoscritto, per concludere, i tempi sono maturi. Molti medici, molte persone la stanno già praticando. Lo dimostra anche il loro progressivo spostamento verso le medicine complementari. Esiste una componente spirituale insita nella guarigione? Certo che sì, ed è importante riscoprirla.

Globalismo, masse e esseri umani

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